domenica 25 ottobre 2009

Il tempo del mondo

And believe me I am still alive...
Ebbene sì, sono ancora vivo, è passata una lunga estate dall'ultimo intervento che ho pubblicato. Ho visto posti, ho conosciuto gente, insomma, tante cose sono successe dall'ormai lontano maggio.
Ma come il freddo che sta tornando, anche io torno a scrivere in questo spazio con qualcosa di nuovo. Sfortunatamente (?) ho iniziato a lavorare, e questo lavoro mi sta rubando l'anima, non ho tempo da dedicare a me stesso e agli altri, e proprio di questo parla l'ultimo mio scritto. Grazie al consiglio di una persona, che voglio ringraziare, ho deciso di tramutare un po delle sensazioni che sto provando in questo periodo in parole, ed il risultato è questo:

Il Tempo del mondo

Per un attimo mi fermo, e nel silenzio inizio ad ascoltare, mentre il mio cuore batte un asincrono sincope i miei occhi iniziano a vedere intorno a me, il battito corale delle vite altrui in un sordo scorrere, di un tempo che non passa.
Ed i giorni si susseguono senza che sabbia scorra nelle clessidre, senza che animo si consumi o si accresca, in una stasi scandita da un battere di mani, scandita dal tempo del mondo. E con un piede mi aiuto a sostenere un ritmo, che sincopato mi permette di rimanere vivo, sotto la pressione di questo baccano, fatto di pugni che battono sui palmi aperti. Di non annegare, immerso in un mare di amara e frenetica frustrazione e frustrante amara frenesia.

Beh da ora in poi spero di pubblicare un po' più spesso, visto che stiamo rientrando nella stagione delle serate a casa chiusi fra le coperte illuminati da una candela ad ascoltare la pioggia che accompagna un disco di musica malinconica.


"Il nostro passato ci segue e si ingrossa senza posa col presente che raccoglie lungo la strada"


martedì 5 maggio 2009

Finalmente pubblicato? alla faccia del WMG

Beh, innanzi tutto mi scuso con i lettori (sempre se ce ne sono... di commenti se ne vedono davvero pochi da queste parti, ma continuo perseverante) per la mia lunga assenza. L'altro giorno preso da un attacco di voglia mi sono messo ad uploadare il famoso video che girai questo dicembre, il celeberrimo "esperimento" per vedere se ricordo ancora come si fa, se non capite di cosa parlo leggetevi l'intervento. Inizialmente tentai di caricare il video in questione su youtube, poi preso dallo sconforto dovuto ai lunghi tempi di caricamento, ho abbandonato l'idea, ieri mi sono deciso a riprovarci, e dopo una neanche troppo estenuante attesa sono riuscito a uploadare tale video... sorte volle però che quelle fetecchie della WMG (warner music group) han voluto censurare il mio video rimuovendolo finchè non "swappo" l'audio con uno "consono". Alla faccia loro io carico il video qui sul mio spazio, affrontando tempi di attesa esponenzialmente più lunghi, quindi per il piacere dei grandi e dei piccini, ma anche di tutti quelli che stanno nel mezzo, ecco il video in questione:

I'm Outta Time, Music by Oasis:




Ricordo che il video, tranne la scena iniziale e finale, è stato totalmente girato in maniera assolutamente improvvisata, con solo la canzone in cuffia, successivamente le immagini sono state montate dando un senso a tutto quanto.


"the sun will shine on you again, a bell will ring inside your head, and I will be brand new!"

lunedì 30 marzo 2009

Applausi

Rieccomi, ad un mese di distanza dall'ultimo intervento, so che può sembrare che abbia abbandonato questo spazio, ma posso dire a mia discolpa che ultimamente ho seguito un interessante e costruttivo "seminario" che mi ha dato modo e piacere di aggiungere un punto di vista alla mia lista di possibilità, perciò direi che posso ritenermi esonerato da qualsiasi colpa. Risultato di questo seminario poco sopra citato è la mia ultima "produzione" (devo ancora trovare una parola giusta per definirle), particolarmente arrabbiata e gonfia di superbia che non credo di aver mai avuto prima, ma che ha un piacevole nuovo sapore, ma come al solito bando alle ciance e via alla new entry:
Applausi

Applaudi stolto, nascosto dietro le tue ridicole convinzioni, illuso che il centro del tuo mondo sia mosso da una giustizia superiore che manovra ogni singola fibra di ogni essere che ti circonda per assecondare il tuo desiderio di rivincita, e compiaciuto applaudi, anzichè imparare ad apprezzare il gusto di giocare un gioco che sai di non poter vincere, ma comunque goderne, felice di far parte di questo enorme ballo fatto di pause e di cadute, ma senza poter pretendere o scappare ne dalle une ne dalle altre, ti osservo e sorridendo applaudo, qui dove la perseveranza non è un dono ma una condanna, benvenuto nel mondo in cui sputare sangue non paga.
Beh, e con questo vi lascio, dato che il passaggio all'ora legale mi impone di andare a dormire una dannatissima ora prima, anche se questo comunque mi da la possibilità di godere della luce solare ad orari un attimino più permissivi, e questa cosa odora già d'estate... e stranamente non mi piace.


"When you have a number of disagreeable duties to perform, always do the most disagreeable first."
-"se hai una serie di cose spiacevoli da fare, parti dalla più spiacevole"-

martedì 24 febbraio 2009

Una labile convinzione

Beh direi che è un bel po di tempo che non pubblico niente, ultimamente mi sto dando al "musicale" perciò è probabile che prossimamente faccia la sua comparsa un testo in musica. Detto questo direi di continuare con la rassegna dei miei vecchi (non poi così vecchi) scritti, questo in particolare ha ritardato la sua comparsa per un semplice motivo di "stile", come avrete sicuramente notato mi piace chiudere un intervento aggiungendo una foto (tutte scattate dal sottoscritto), ed avevo già in mente la foto che avrebbe chiuso questo intervento, ma un po per pigrizia, un po per dimenticanza non ho mai scattato quella foto. Ma bando alle ciance, e lasciamo spazio a:
Una labile convinzione

Immobile, osservando il vuoto, fissandolo con una tale convinzione da riuscire a renderlo interessante. Attendo, fermo mentre treni in corsa scorrono di fronte a me finché il loro chiassoso balenare non richiama la mia attenzione. Riecheggia il suono delle vite a bordo quei treni che si frappongono fra i miei occhi ed il vuoto, ed il mio sguardo incrocia pigramente i loro, rapidi, alcuni si voltano, altri guardano oltre, ma nessuno accenna a fermarsi, raccogliere i suoi bagagli o dare l'impressione di voler scendere da quel treno, che ripartendo, lascia dietro se il vuoto che l'ha preceduto. Ed al di là di quei binari nessuno, nessuno che dia un motivo all'attesa, o al viaggio, o al vuoto che torno a fissare con inerte e labile convinzione.
Ah, dimenticavo, informo tutti quanti che il progetto per il corto è rimandato alla prossima primavera, iniziare le riprese con questo clima "ostile", visto che sono totalmente outdoor, non è il massimo, perciò attenderemo che le giornate si allunghino per permetterci anche qualche ora in più di luce


"See, alone we stand, together we fall apart
Yeah, I think I'll be alright
I'm working so I won't have to try so hard
Tables, they turn sometimes"

domenica 11 gennaio 2009

Ricordi?

Continua la serie delle "antiche scritture". Questo è "Ricordi?" uno dei più recenti, scritto in un momento di "bisogno", il bisogno di tornare a fare qualcosa dopo settimane che non scrivevo niente ed essermi sentito dire "è veramente un peccato". "Ricordi?" è decisamente confusa, ad una certa età è inevitabile iniziare a ricordare, ma quando possiamo dire che quel ricordo rimarrà tale negli anni? Quando la vita ci darà l'occasione di ricordare qualcosa che non sta continuando a cambiare, di permetterci di chiamare ciò che è stato "passato"? Forse attendendo il giorno in cui ciò che stiamo vivendo diventerà un ricordo, per poter godere del piacere di ricordarlo.

Ricordi?

Forse è passato troppo tempo, forse non abbastanza, ma il pensiero annebbiato di quei giorni fa sembrare vano il mio tornare indietro a ricordarli. Ci ritroviamo a chiudere gli occhi nel triste tentativo di trovare un passato che non stiamo ancora vivendo, il cui ricordo non sia in perpetua mutazione con il passare dei secondi, e una volta riaperti, sconfitti, i nostri sguardi persi si incrociano, si osservano nel profondo, forse cercando di trovare una risposta l'uno negli occhi dell'altro o forse attendendo il giorno in cui potremo parlare della gioventù al passato, e sorridere al pensiero del tempo in cui amare veniva naturale. Attendendo il giorno in cui potremo chiudere gli occhi e ricordarlo.




"Fly me to the moon and let me play among the stars"

giovedì 8 gennaio 2009

Un biglietto strappato per la sala B

Rieccomi come promesso a postare roba che ho scritto in passato, innanzi tutto ci terrei a ringraziare la persona che mi ha prestato il suo DVD di lost in translation, gran bel film veramente, nonostante l'avessi già visto, rivederlo dopo 4 anni con un occhio un po più maturo mi ha fatto un effetto totalmente diverso, sorprendente.
Oggi mi sono permesso di dedicarmi al montaggio del materiale raccolto tempo fa, sono a poco più della metà dell'opera, premetto che è stato un esperimento (che spiegherò meglio nel post di presentazione) e perciò è decisamente "acerbo" non è stato niente di pianificato, diciamo "pura improvvisazione". Sì sto tentando di pararmi le spalle nel caso venga un'immane ciofeca...
Comunque, chiudendo questa parentesi direi che è ora di arrivare al dunque, questa è una delle mie prime, se non la prima:

Un biglietto strappato per la sala B

Conservo ancora, quel biglietto strappato.
Le luci in sala ci impedivano di vedre la fine dei titoli di coda, che scorrevano accompagnati da un silente melodia, che andava affievolendosi, come se qualcuno volesse troncare in quell'istante quel lamento. Un anziano compiaciuto, stringeva tra le mani mucchi di matrici di biglietti strappati mentre ci indicava ghignando la via, una soglia incorniciata dallo spesso velluto rosso.
Un calore quasi soffocante, rinchiudeva al di fuori, quella piovosa giornata di dicembre, che si faceva spazio tra le spesse tende e le porte della sala. Attendiamo in piedi ancora qualche istante, senza conferire parola, forse timorosi di tornare fuori e scoprire che è già notte, o forse intorpiditi dal suono di quella deserta sala, solo nostra, di nessun'altro, ma lentamente si rifece avanti il buio, inatteso, e sullo schermo tornarono proiettate, le immagini appena viste, colme di tristezza. Come tentati dall'occasione, ci risedemmo, sui posti della prima fila, dove la luce delle figure, proiettate su quel telo bianco, illuminavano le nostre lacrime di quel dolce candore che solo il cinematografo sa dare... le lacrime di quel bianco dicembre, nella deserta sala B.
conservo ancora quel biglietto strappato.




"Così... Allora... Addio e goditi la giacca che mi hai rubato"

martedì 6 gennaio 2009

Al negativo

Bene, il montaggio del mio esperimento sta andando veramente a rilento, durante le feste ho avuto veramente poco tempo libero, visto che gli amici erano praticamente sempre liberi e con tanta voglia di rompere la routine, non ho avuto modo di ritagliarmi un angolino per combinare qualcosa.
A parte la baldoria festareccia, il susseguirsi degli eventi in queste due intense settimane mi hanno dato modo, ed il mezzo per scrivere qualcosa di nuovo, forse di diverso. Mi sono accorto però di non avere uno spazio dove riversare e condividere ciò che scrivo che non fossero semplici file di testo nel mio hard disk condivisi con una o due persone, "modifico" perciò lo scopo di questo angolo di web senza però snaturarlo, oltre agli aggiornamenti sul mio viaggio nel mondo del cortometraggio, pubblicherò qui anche le mie "opere" scritte, dopotutto il sito si chiama "Parole in corto" non c'è solo il corto, ci sono anche le parole.
In verità questa vichyssoise verbale vira verso il verboso (cit.) perciò non mi dilungo oltre e direi di inizare con la mia ultima produzione.

Al Negativo

Non ricordo se eri tu, ma la confusione di quegli attimi ti spingeva a diventare, a plasmare qualcosa che fosse consono al contesto, qualcosa che probabilmente non conoscevi neanche. Non si spiega se per paura o per ignoranza ma quel disegno senza contorni mi faceva sorridere nonostante non ne capissi il significato, e mi lasciavo coinvolgere da quel tacito gioco senza regole ne scopo, dove il terore di scoprire dove saremo domani non ci trattiene, ne ci tange il desiderio di ricordare da dove siamo partiti, dove non si battono le palpebre per non chiudere gli occhi ed accorgersi di essersi stancati di sognare, per non riaprirli e scoprire un mondo al negativo, dove il nero è bianco ed il bianco è nero.


A breve posterò anche le mie "opere passate" per dare modo, a chi lo vuole, di leggere ciò che ho scritto e ciò che scriverò.
Grazie per l'attenzione.