domenica 11 gennaio 2009

Ricordi?

Continua la serie delle "antiche scritture". Questo è "Ricordi?" uno dei più recenti, scritto in un momento di "bisogno", il bisogno di tornare a fare qualcosa dopo settimane che non scrivevo niente ed essermi sentito dire "è veramente un peccato". "Ricordi?" è decisamente confusa, ad una certa età è inevitabile iniziare a ricordare, ma quando possiamo dire che quel ricordo rimarrà tale negli anni? Quando la vita ci darà l'occasione di ricordare qualcosa che non sta continuando a cambiare, di permetterci di chiamare ciò che è stato "passato"? Forse attendendo il giorno in cui ciò che stiamo vivendo diventerà un ricordo, per poter godere del piacere di ricordarlo.

Ricordi?

Forse è passato troppo tempo, forse non abbastanza, ma il pensiero annebbiato di quei giorni fa sembrare vano il mio tornare indietro a ricordarli. Ci ritroviamo a chiudere gli occhi nel triste tentativo di trovare un passato che non stiamo ancora vivendo, il cui ricordo non sia in perpetua mutazione con il passare dei secondi, e una volta riaperti, sconfitti, i nostri sguardi persi si incrociano, si osservano nel profondo, forse cercando di trovare una risposta l'uno negli occhi dell'altro o forse attendendo il giorno in cui potremo parlare della gioventù al passato, e sorridere al pensiero del tempo in cui amare veniva naturale. Attendendo il giorno in cui potremo chiudere gli occhi e ricordarlo.




"Fly me to the moon and let me play among the stars"

giovedì 8 gennaio 2009

Un biglietto strappato per la sala B

Rieccomi come promesso a postare roba che ho scritto in passato, innanzi tutto ci terrei a ringraziare la persona che mi ha prestato il suo DVD di lost in translation, gran bel film veramente, nonostante l'avessi già visto, rivederlo dopo 4 anni con un occhio un po più maturo mi ha fatto un effetto totalmente diverso, sorprendente.
Oggi mi sono permesso di dedicarmi al montaggio del materiale raccolto tempo fa, sono a poco più della metà dell'opera, premetto che è stato un esperimento (che spiegherò meglio nel post di presentazione) e perciò è decisamente "acerbo" non è stato niente di pianificato, diciamo "pura improvvisazione". Sì sto tentando di pararmi le spalle nel caso venga un'immane ciofeca...
Comunque, chiudendo questa parentesi direi che è ora di arrivare al dunque, questa è una delle mie prime, se non la prima:

Un biglietto strappato per la sala B

Conservo ancora, quel biglietto strappato.
Le luci in sala ci impedivano di vedre la fine dei titoli di coda, che scorrevano accompagnati da un silente melodia, che andava affievolendosi, come se qualcuno volesse troncare in quell'istante quel lamento. Un anziano compiaciuto, stringeva tra le mani mucchi di matrici di biglietti strappati mentre ci indicava ghignando la via, una soglia incorniciata dallo spesso velluto rosso.
Un calore quasi soffocante, rinchiudeva al di fuori, quella piovosa giornata di dicembre, che si faceva spazio tra le spesse tende e le porte della sala. Attendiamo in piedi ancora qualche istante, senza conferire parola, forse timorosi di tornare fuori e scoprire che è già notte, o forse intorpiditi dal suono di quella deserta sala, solo nostra, di nessun'altro, ma lentamente si rifece avanti il buio, inatteso, e sullo schermo tornarono proiettate, le immagini appena viste, colme di tristezza. Come tentati dall'occasione, ci risedemmo, sui posti della prima fila, dove la luce delle figure, proiettate su quel telo bianco, illuminavano le nostre lacrime di quel dolce candore che solo il cinematografo sa dare... le lacrime di quel bianco dicembre, nella deserta sala B.
conservo ancora quel biglietto strappato.




"Così... Allora... Addio e goditi la giacca che mi hai rubato"

martedì 6 gennaio 2009

Al negativo

Bene, il montaggio del mio esperimento sta andando veramente a rilento, durante le feste ho avuto veramente poco tempo libero, visto che gli amici erano praticamente sempre liberi e con tanta voglia di rompere la routine, non ho avuto modo di ritagliarmi un angolino per combinare qualcosa.
A parte la baldoria festareccia, il susseguirsi degli eventi in queste due intense settimane mi hanno dato modo, ed il mezzo per scrivere qualcosa di nuovo, forse di diverso. Mi sono accorto però di non avere uno spazio dove riversare e condividere ciò che scrivo che non fossero semplici file di testo nel mio hard disk condivisi con una o due persone, "modifico" perciò lo scopo di questo angolo di web senza però snaturarlo, oltre agli aggiornamenti sul mio viaggio nel mondo del cortometraggio, pubblicherò qui anche le mie "opere" scritte, dopotutto il sito si chiama "Parole in corto" non c'è solo il corto, ci sono anche le parole.
In verità questa vichyssoise verbale vira verso il verboso (cit.) perciò non mi dilungo oltre e direi di inizare con la mia ultima produzione.

Al Negativo

Non ricordo se eri tu, ma la confusione di quegli attimi ti spingeva a diventare, a plasmare qualcosa che fosse consono al contesto, qualcosa che probabilmente non conoscevi neanche. Non si spiega se per paura o per ignoranza ma quel disegno senza contorni mi faceva sorridere nonostante non ne capissi il significato, e mi lasciavo coinvolgere da quel tacito gioco senza regole ne scopo, dove il terore di scoprire dove saremo domani non ci trattiene, ne ci tange il desiderio di ricordare da dove siamo partiti, dove non si battono le palpebre per non chiudere gli occhi ed accorgersi di essersi stancati di sognare, per non riaprirli e scoprire un mondo al negativo, dove il nero è bianco ed il bianco è nero.


A breve posterò anche le mie "opere passate" per dare modo, a chi lo vuole, di leggere ciò che ho scritto e ciò che scriverò.
Grazie per l'attenzione.