Oggi mi sono permesso di dedicarmi al montaggio del materiale raccolto tempo fa, sono a poco più della metà dell'opera, premetto che è stato un esperimento (che spiegherò meglio nel post di presentazione) e perciò è decisamente "acerbo" non è stato niente di pianificato, diciamo "pura improvvisazione". Sì sto tentando di pararmi le spalle nel caso venga un'immane ciofeca...
Comunque, chiudendo questa parentesi direi che è ora di arrivare al dunque, questa è una delle mie prime, se non la prima:
Un biglietto strappato per la sala B
Conservo ancora, quel biglietto strappato.
Le luci in sala ci impedivano di vedre la fine dei titoli di coda, che scorrevano accompagnati da un silente melodia, che andava affievolendosi, come se qualcuno volesse troncare in quell'istante quel lamento. Un anziano compiaciuto, stringeva tra le mani mucchi di matrici di biglietti strappati mentre ci indicava ghignando la via, una soglia incorniciata dallo spesso velluto rosso.
Un calore quasi soffocante, rinchiudeva al di fuori, quella piovosa giornata di dicembre, che si faceva spazio tra le spesse tende e le porte della sala. Attendiamo in piedi ancora qualche istante, senza conferire parola, forse timorosi di tornare fuori e scoprire che è già notte, o forse intorpiditi dal suono di quella deserta sala, solo nostra, di nessun'altro, ma lentamente si rifece avanti il buio, inatteso, e sullo schermo tornarono proiettate, le immagini appena viste, colme di tristezza. Come tentati dall'occasione, ci risedemmo, sui posti della prima fila, dove la luce delle figure, proiettate su quel telo bianco, illuminavano le nostre lacrime di quel dolce candore che solo il cinematografo sa dare... le lacrime di quel bianco dicembre, nella deserta sala B.
conservo ancora quel biglietto strappato.



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